Così gli illustratori italiani conquistano il mondo

Mostre negli Usa, pubblicazioni su "Le Monde". Ecco perché siamo un paese di santi, eroi e disegnatori.

 

Riempie le gallerie, rimbalza sul web, colora giornali, riviste e persino muri. L'illustrazione italiana conquista il mondo, da New York a Nuova Delhi: non è una fuga di cervelli - molti disegnatori lavorano in Italia e pubblicano anche sulle pagine di Repubblica - ma un'esplosione di immagini. Quelle di Riccardo Mannelli sono arrivate a Los Angeles, dove si è appena inaugurata la sua prima mostra negli Stati Uniti. Cento opere alla Building Bridges Art Exchange di Santa Monica, fino all'8 marzo. "Gli italiani espongono molto fuori dal nostro paese perché offriamo talenti, espressività, stili diversi tra loro", spiega il disegnatore dalla California. "Qui in America ad esempio la proposta artistica è più uniformata, sia per quanto riguarda il segno che per l'intensità e l'originalità. In compenso però non vengono fatte classifiche tra illustrazione, pittura o altre arti grafiche: tutto ha la stessa dignità. E su questo la cultura italiana è ancora indietro". Nel percorso proposto da "Notes for the Reconstruction of Beauty", curata dal filmaker romano Gianluca Draghetti, c'è tutta l'umanità varia e iperrealista di Mannelli: "Il pubblico californiano ha capito che con i miei nudi più che provocare voglio proporre un discorso sull'essere umano, sulla costruzione della bellezza".

Contemporaneamente, ma sull'altra costa degli States, Emiliano Ponzi e Olimpia Zagnoli espongono i loro lavori: la mostra "Una storia americana" è ospitata fino all'11 marzo dall'Istituto italiano di cultura di New York. Entrambi lavorano a Milano, 37 e 31 anni, e sono già conosciuti negli Stati Uniti e in Europa per le loro illustrazioni su testate come New York Times, New Yorker,Guardian, Le Monde . "Alcuni fenomeni nuovi hanno cambiato l'illustrazione negli ultimi cinque o sei anni", è l'analisi di Ponzi. "Uno è il web, che moltiplica le possibilità di farsi conoscere e di raggiungere i direttori creativi di importanti riviste straniere. Il secondo è l'aumento del numero degli illustratori: oggi è davvero facile accedere a un software specifico. E così questa arte visiva è diventata pop. Un processo analogo a quello della fotografia: con il passaggio al digitale tutti si sono scoperti fotografi". A premiare però rimangono la qualità e una buona base tecnica e teorica.

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